EuroStars: sua maestà il Re Cristiano, la stella tra le stelle

maggio 29, 2016

Se vi fosse una sola corona da attribuire tra le #EuroStars dei prossimi Europei di calcio 2016, senza dubbio spetterebbe a lui: sua maestà Cristiano Ronaldo, il prototipo del calciatore pressoché perfetto del terzo millennio. Perché quello che per i detrattori è un concentrato di vanitosa apparenza, per gli estimatori è l’emblema dell’ultimo stadio dell’evoluzione tecnico-atletica di più di un secolo di calcio. Di certo, senza cedere a partigianerie, come ben sapete escluse dalla nostra linea editoriale, possiamo affermare di essere fronte al calciatore in grado di spingere all’estrema frontiera l’asticella dell’eccellenza.

E se lo stile dialettico ed estetico fuori dal campo di CR7 può anche essere oggetto di discussione di ben altri ambienti o contesti, per le nostre rubriche non possiamo esimerci dall’illustrare caratteristiche e sfaccettature tecniche del fuoriclasse capitano del Portogallo, assoluto protagonista di questa epoca storica calcistica, fresco vincitore dell’ultima edizione della Uefa Champions League. Tre volte Pallone d’Oro, con buona probabilità a caccia del quarto,  Re Cristiano si è ripreso quel trono che gli era già appartenuto più volte: già tre anche le Uefa Champions League nel suo folgorante palmares personale… senza contare i campionati, le classifiche cannonieri e i record frantumati con una straordinaria voracità agonistica.

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Cosa dovremmo preferire offrirvi, quanto a statistiche, per illustrarvi “l’EuroStar tra le #EuroStars” della nostra rubrica? Negli ultimi sei anni di carriera, quelli con la “camiseta blanca” del Real Madrid, il suo rapporto tra reti e presenze è sbalorditivo: nella stagione 2009-2010, 35 gol su 33 gare, nel 2010-2011 sono 54 su 53, nel 2011-2012 “solo” 38 su 46, nel 2011-12 sono 55 su 60, nel 2012-2013 sono precisamente 55 su 55, nel 2013-2014 risultano 47 su 51, nel 2014-2015 va a segno 54 volte su 61, mentre in quest’ultima stagione sono 48 su 51. Inarrivabile? Mai dirlo, soprattutto se in attività circola ancora… lo stesso Cristiano, cui manca ancora tuttavia la storica ultima frontiera: abbattere il tabù che limita costantemente il rendimento internazionale del suo Portogallo. Un sogno sfumato per un nonnulla sul più bello, quando sembrava fatta, nel 2004: in quegli indimenticabili Europei giocati proprio in Portogallo, i lusitani furono clamorosamente battuti dalla sorprendente Grecia di Otto Rehhagel.

Da dove arriva, Cristiano Ronaldo?

Il 7 (segnatevi questo numero) agosto del 2003, un Cristiano appena maggiorenne incrocia in amichevole con il suo Sporting Lisbona i leggendari “Red Devils” del Manchester United: viene marcato dall’esperto O’Shea, cui il grande coach, sir Alex Ferguson, urla ripetutamente di marcare più da vicino quell’impertinente ragazzino. “Non ce la faccio mister, è troppo veloce”, si arrende O’Shea, ed il Manchester rimedia una sconfitta per 2-0 in una partita che il giorno dopo il Guardian ridimensiona quale “meaningless friendly”: per la verità, fu invece proprio lì che una delle più strepitose parabole del calcio prese vita.

Una settimana dopo, il talento portoghese si trasferisce al Manchester United per 12,24 milioni di sterline, passando alla storia del calcio come il teenager più costoso ed anche il primo portoghese ad approdare tra i Red Devils per i quali, ironia di un glorioso destino, realizzerà su punizione la rete numero 1000 della leggendaria squadra inglese. “Dopo essere arrivato, avrei preso la maglia numero 28 ma Ferguson mi disse ‘No, tu avrai la numero 7′. Coincidenze da predestinato, se si pensa anche che la numero 7, storicamente amata dai tifosi del Manchester, aveva vestito campioni come George Best, Bryan Robson, Eric Cantona e David Beckham: per Ronaldo valse più che altro probabilmente lo stesso numero di Luís Figo, leggenda lusitana e futuro compagno di nazionale.

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Nato a Funchal il 5 Febbraio 1985, Cristiano Ronaldo dos Santos Aveiro deve il secondo nome ad una scelta del padre in onore di Ronald Reagan, attore e Presidente degli Stati Uniti all’epoca. Prima dell’approdo al Manchester, aveva mosso i primi passi calcistici nell’Andorinha, in cui il padre era magazziniere, per approdare nel 1997 allo Sporting Lisbona, dimostrando presto l’innato talento. Nel 2001 aveva già destato l’interesse di Gérard Houllier, allenatore del Liverpool, poi non concretizzatosi, ma soprattutto di Luciano Moggi, che ne aveva ratificato il passaggio alla Juventus, sfumato per il rifiuto di Marcelo Salas di trasferirsi in Portogallo. Dopo la consacrazione ed i trofei di Manchester, dal Luglio 2009 diventa un giocatore del Real Madrid per la cifra di 94 milioni di euro, la più alta mai pagata per un calciatore. Nel mezzo, una marea di record infranti e gol a grappoli, la corsa degli sponsor, la costante presenza nelle classifiche dei migliori giocatori dell’anno, ma soprattutto la storia scritta con la nazionale portoghese, per la quale è il miglior marcatore della storia con 56 gol su 125 apparizioni. Tra la serie di clamorosi record leggendari, ci pare doveroso citare almeno, tra gli altri, quello di unico calciatore nella storia ad esser andato a segno per più di 50 volte in competizioni ufficiali in sei stagioni consecutive, nonché quello di unico giocatore, insieme a Marco Van Basten, Lionel Messi e Ronaldo (Luis Nazario de Lima) ad aver vinto il Pallone d’oro, il FIFA World Player e la Scarpa d’oro.

Nov. 15, 2013 - Lisbon, Portugal - CRISTIANO RONALDO celebrates scoring Portugal's first goal during Portugal v Sweden 2014 World Cup Qualifying European Zone Play-Off First Leg at Estadio da Luz. (Credit Image: © Alex Morton/Action Images/ZUMA24.com)

CR7, stella delle stelle ad Euro2016

“Potrebbe collezionare 40 tiri a partita” ha detto di lui sia Alex Ferguson: partito come ala classica, si è distinto per una straordinaria volontà di sviluppare verso l’eccellenza assoluta la stragrande maggioranza del repertorio di un attaccante e potenziare le apparenti, per la verità pochissime, lacune giovanili, rappresentando oggi un jolly offensivo al massimo “arginabile”, se non di fatto immarcabile. Alto 1.85 per 80 kg, CR7 predilige partire da posizione esterna, spesso defilato sulla trequarti: da fermo, sviluppa un gioco di gambe funambolico, sprigionando incontenibile esplosività palla al piede sia dal destro che dal sinistro, piedi con i quali calcia indifferentemente secondo ogni soluzione di potenza o precisione, a prescindere dalla distanza.

Un talento rarissimo, capace di divorare 96 metri di campo in poco più di 10 secondi, come di colpire di testa inserendosi con precisione e tempismo da navigato centravanti, con sospensioni aeree degne da terzo tempo NBA (chiedere alla AS Roma per credere); giocoliere da competizione del freestyle, dotato di personalità e carisma propri dei più grandi leader del manto erboso, Cristiano Ronaldo risulta già anche uno dei migliori battitori da fermo della storia. Negli ultimi anni, persino la leggendaria parabola piazzata “a foglia morta”, dai moderni cultori del calcio ribattezzata anche “la maledetta” o “ascensore”, che ha visto in Juninho Pernambucano, Del Piero e Pirlo i migliori interpeti, rappresenta uno dei colpi letali di Re Cristiano. Dribbling, una smisurata faretra di potenziali colpi da goleador e strepitosa prestanza atletica fanno di CR7 la stella tra le stelle dei prossimi Europei francesi. Alle sue devastanti scorribande sono legati i destini del Portogallo di Fernando Santos: al “Re Cristiano”, miglior marcatore di sempre nella storia degli Europei di calcio (qualificazioni comprese), e con tutta probabilità anche il primo a segnare in quattro “euroedizioni” differenti, il compito di alimentare le audaci speranze portoghesi di centrare il primo trionfo europeo.

@Mario Agostino

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