Italia-Germania: nessun gol, ma tanti buoni spunti per Ventura

novembre 18, 2016
La Giovine Italia non dispiace: la strada, però, è ancora lunga

E’ uno 0-0 aperto a tante chiavi di lettura, quello di martedì scorso tra Italia e Germania: da un lato potrebbe prevalere un po’ di delusione per l’evidente “allergia” degli azzurri alle amichevoli, con due sole vittorie nell’anno solare in otto incontri non ufficiali (tre pareggi e altrettante sconfitte completano il quadro); dall’altro, però, sembra scorgersi con chiarezza la mano di Ventura nel nuovo progetto tecnico, in una squadra rivoluzionata negli uomini e, parzialmente, nel modulo di gioco.

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Gli infortuni che hanno levato di mezzo alcuni senatori (Barzagli, Chiellini e Marchisio in primis), hanno da un certo punto di vista costretto il selezionatore azzurro a variare lo spartito rispetto al bel cammino di Euro 2016, con Conte alla guida. Spazio col piccolo Liechtenstein a un aggressivo 4-2-4, in parte equilibrato dalla presenza di Bonaventura come esterno sinistro alto: esperimenti anche nell’amichevole di lusso contro i campioni del Mondo, con un inedito 3-4-3 a fare da insolito vestito alla nazionale. Bene il pacchetto arretrato, con Romagnoli ormai indiscutibile leader difensivo, il solito Bonucci e un buon Rugani (il ragazzo meriterebbe forse più spazio alla Juventus). In un centrocampo senza i fari Verratti e Marchisio, ha convinto il senatore De Rossi: uno che da qualche tempo a questa parte sembra essere a suo agio più con la maglia azzurra che con quella giallorossa. In avanti, bene un Immobile settepolmoni e così così l’impreciso Eder: gran partita, invece, del “Gallo” Andrea Belotti, vera e propria rivelazione del momento.

Il bomber del Torino, oltre a essere tecnicamente un calciatore completo, ha una forza fisica straripante e dimostra grande intelligenza nei movimenti, risultando sempre una spina nel fianco per i difensori avversari: il palo colpito nel secondo tempo, dopo essersi fatto beffa in un colpo solo di due giocatori tedeschi e aver scoccato un destro imparabile per Leno, non rende giustizia a una prestazione maiuscola. Da rivedere sugli esterni sia Zappacosta che Darmian, apparsi troppo schiacciati in difesa e imprecisi in qualche occasione di troppo: non è stato invece sollecitato Donnarumma, che ha sostituito Buffon nel secondo tempo, mostrando comunque una sicurezza da veterano nonostante sia ancora minorenne.

2017: l’anno della verità per il progetto Ventura

Alla fine, gli aspetti positivi dell’amichevole di San Siro superano di gran lunga quelli negativi: se è vero che l’Italia ha patito il gran primo tempo dei tedeschi, apparsi superiori nel palleggio e nella circolazione di palla, nella ripresa la musica è variata quando gli azzurri hanno finalmente cambiato registro. La squadra bassissima della prima frazione di gioco, con esterni bassi che lasciavano Parolo e De Rossi in balia di Gundogan e compagni, ha lasciato il posto a uno schieramento più equilibrato, soprattutto da quando Bernardeschi ha preso il posto di Eder nel tridente. Pressing asfissiante dunque, con recupero palla altissimo per tentare l’immediato avvio dell’azione sfruttando gli attaccanti esterni: il secondo tempo azzurro è stato senza dubbio gagliardo, lasciando intravedere come Ventura stia provando a plasmare il gruppo dando una precisa identità agli azzurri.

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Questo processo, com’è chiaro che sia, non è esente da errori: il ct azzurro a volte sbaglia gli approcci alle partite (vedi Germania, ma anche Spagna), per poi riuscire a sistemare le cose cammin facendo. La sensazione, comunque, è che il percorso intrapreso sia quello giusto: tra svecchiamento progressivo della squadra, cambi tattici (nel limite del possibile) e una ventata di entusiasmo portata dai molti volti nuovi, il 2017 potrebbe portare più soddisfazioni di quelle preventivate qualche mese fa.

Il grande obiettivo, inutile dirlo, è per l’anno prossimo quello di finire davanti alla strafavorita Spagna nel girone G di qualificazione a Russia 2018: sarebbe un colpaccio e sancirebbe l’apoteosi del progetto di Ventura. Per raggiungere queste vette, però, occorre procedere passo dopo passo: il prossimo 24 di marzo, la sfida all’Albania di De Biasi sarà già un crocevia importante per le velleità di questa Giovine Italia.

Giorgio Tosto

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