Il Belgio chiude in testa il gruppo G: battuta l’Inghilterra, seconda

giugno 28, 2018

Diavoli rossi avanti con Januzaj

Grazie a una perla di Adnan Januzaj, autore di un gol spettacolare sul secondo palo da posizione defilata, il Belgio si aggiudica vittoria e gruppo G regolando l’Inghilterra di mister Southgate per 1-0 a all’Arena Baltika di Kaliningrad. A portare avanti i Diavoli Rossi ci pensa al 6′ minuto della ripresa l’ex talento del Manchester United, capace di saltare in scioltezza Rose prima di battere un incolpevole Courtois. Una mossa pienamente azzeccata dunque da parte di Martinez, che come il collega avversario sceglie di attingere a piene mani dalla panchina, per un turn over che esclude, su entrambi i fronti, quasi tutti i protagonisti dei primi due turni, su tutti Kane da una parte e Lukaku e Mertens dall’altra.

Ne risentono schemi, del tutto stravolti, e spettacolo, perché nel primo tempo la partita riserva ritmi accettabili solo nella prima metà del primo tempo. Prima l’Inghilterra si rende pericolosa con un tiro-cross di Vardy, poi un rimpallo tra Pickford e Batshuayi avvicina il Belgio al bersaglio grosso con un pallone che lemme lemme si avvicina fino alla linea di porta prima di essere spazzato via. In seguito, poco o nulla, esclusa una bella botta di Tielemans parata in angolo e un altro cross pericoloso di Vardy. Ripresa più frizzante grazie alla perla di Januzaj, che costringe l’Inghilterra a rischiare qualcosa in più, creando più di un gratta capo alla retroguardia belga, soprattutto alla mezz’ora, quando Vardy innesca l’involata di Rashford che, seminato in velocità Dendoncker, si vede negare la gioia del gol dalla deviazione in uscita di un attento Courtois in angolo. Ci prova quindi Delph due volte, dalla distanza e più da vicino, mancando la porta prima e vedendosi respingere il tiro dai difensori in area poi, mentre poco dopo Welbeck prova a anticipare d’esterno il portiere ma manda a lato. Il Belgio potrebbe approfittarne per raddoppiare nel finale in contropiede con Fellaini che, decentrato a pochi metri dalla porta, colpisce l’eterno della rete su assist del neoentrato Martens. Non occorre di fatto comunque, dato che al triplice fischio di qualche minuto dopo il tabellone decreta il primato e un ottavo di finale certamente abbordabile per i Diavoli rossi, opposti al Giappone.

Tunisia e Panama, solo per l’onore

Entrambe sconfitte nettamente nelle prime due partite del Mondiale, contro Belgio e Inghilterra, Panama e Tunisia mettono in campo l’onore: i centroamericani, all’esordio in un Mondiale, cercano un successo, il primo, che li farebbe entrare nella storia. Situazione non poi molto differente per le Aquile di Cartagine, che non vincono una partita nella rassegna iridata dal lontano 1978, quando ebbero la meglio sul Messico (3-1) in quella che è rimasta la prima e unica affermazione in un Mondiale. A raggiungere il terzo posto, comunque ininfluente, è la Tunisia, la squadra più forte, la Tunisia, anche se costretta a rimontare con le reti di Ben Youssef e Khazri, sul vantaggio iniziale di Panama, realizzato nel primo tempo con la decisiva deviazione di Meriah sul sinistro scoccato da Rodriguez appena fuori dall’area.
Fin quando la partita si è giocata prevalentemente a centrocampo, Panama ha retto il confronto, mostrando intensità e buona motivazione. Quando gli africani hanno cominciato ad allargare il campo, la maggiore qualità di Khazri e la pericolosità di Ben Youssef hanno fatto la differenza, con due reti pregevoli al termine di due azioni manovrate molto belle e impreziosite dagli assist di Khazri e Haddadi. Inutile il tentativo di Panama di conquistare un punto storico, perché Mathlouthi è attento su Barcenas inchiodando il 2-1 della Tunisia.

Mario Agostino


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