La Svezia non si ferma più: 1-0 alla Svizzera, i quarti sono realtà

luglio 3, 2018

Praticità, concretezza, linearità, un pizzico di fortuna: miscelate bene questi ingredienti e avrete il ritratto della Svezia odierna, una squadra capace di battere la Francia e far fuori Olanda e Italia nel cammino verso Russia 2018, per poi eliminare la Germania ai gironi subendo solo due reti in quattro incontri. Il 4-4-2 di mister Janne Andersson è una ricetta solo leggermente rivisitata del vecchio catenaccio all’italiana che però, in questo Mondiale, si sta scoprendo di una efficacia sorprendente. L’1-0 con cui la Svizzera viene battuta porta la firma di Forsberg, il cui tiro deviato da Akanji sarebbe stato facile preda di Sommer: la buona sorte, però, guarda già da qualche mese in maniera più che amichevole gli scandinavi.

Non ci si attende la partita più spettacolare della manifestazione e, infatti, Svezia-Svizzera rispetta le attese. Squadre quadrate e abbottonate, nonostante il 4-2-3-1 degli elvetici, guidati da Petkovic: Dzemaili è un “falso dieci” e dà manforte a Behrami e Xhaka in mezzo, più che ispirare le ali Shaqiri e Zuber, a supporto dell’unica vera punta Drmic. Dall’altra parte, Toivonen e Berg costituiscono la classica coppia d’attacco svedese, aiutati dalle ali Forsberg e Claesson.

La partita è tosta e fisica e il primo vero pericolo arriva al 27′, quando Berg si trova solo davanti a Sommer e scarica in porta una conclusione che il portiere avversario sventa in tuffo. Dzemaili dieci minuti dopo ci prova dalla distanza, con scarsi risultati: Svizzera timida e poco efficace in avanti, a dispetto di una Svezia ben più decisa: al 41′ Ekdal si divora una occasione colossale, mandando alle stelle un bel cross da destra da posizione favorevolissima. Il secondo tempo comincia con lo stesso copione: scandinavi più decisi e Toivonen, dall’area piccola, non profitta di un rimpallo mandando la sfera oltre la traversa.

La Svizzera continua a non impressionare e, al 66‘, gli uomini di Andersson concretizzano il vantaggio: Forsberg duetta con un compagno al limite dell’area, evita un difensore con una finta e scarica un destro centrale, reso però letale dalla deviazione di Akanji, che spiazza Sommer. Il vantaggio, meritato, non sveglia più di tanto i rosso-crociati: iniziano a piovere cross dalle parti di Granqvist e Lindelof che, data la stazza, non vanno più di tanto in ambasce. Petkovic, con l’ingresso della freccia Embolo, cerca di dare più velocità e profondità e l’esperimento non riesce per un soffio: la punta dello Schalke indirizza di testa un pallone verso la porta, sventato dal provvidenziale intervento di un difensore svedese.

L’ultimo pericolo per la porta di Olsen arriva al primo minuto di recupero: lo stacco imperioso di Seferovic chiama il portierone a una bella parata in tuffo. L’incontro termina sul contropiede della Svezia, con Ollson bloccato fallosamente da Lang: l’arbitro tira fuori il rosso per il difensore elvetico, assegnando un penalty che poi viene tramutato dal VAR in punizione dal limite. Toivonen saggia i riflessi di Sommer, chiudendo una partita che sancisce la parola fine sull’avventura svizzera al Mondiale: la Svezia, invece, non smette più di stupire.

Il tabellino:

Svezia-Svizzera 1-0 (primo tempo 0-0)

Marcatori: 66′ Forsberg (Sve).

Svezia (4-4-2): Olsen; Lustig (82′ Krafth), Lindelof, Granqvist, Augustinsson; Claesson, Svensson, Ekdal, Forsberg (82′ Mart. Olsson); Berg (90+1′ Thelin), Toivonen. Ct: Andersson.
Svizzera (4-2-3-1): Sommer; Lang, Djourou, Akanji, Rodriguez; Behrami, Xhaka; Shaqiri, Dzemaili (73′ Seferovic), Zuber (73′ Embolo); Drmic. Ct: Petkovic.

Arbitro: Skomina (Slo).
Ammoniti: 31′ Lustig (Sve), 61′ Behrami (Svi), 68′ Xhaka (Sve).
Espulsi: 90+4′ Lang (Svi).

Giorgio Tosto


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