Il conto di Cristiano Ronaldo: Spagna costretta al 3-3

giugno 15, 2018

Una sentenza, Cristiano Ronaldo, cui deve pagare dazio anche la Spagna dei maestri del “tiki taka”, all’esordio contro il Portogallo campione uscente dell’ultimo europeo 2016. In vantaggio fino all’87°, le “furie rosse” guidate da Fernando Hierro si vedono trafiggere per ben tre volte dal fuoriclasse, che non a caso ha sollevato con il suo Real Madrid le ultime tre Champions League, chiudendo sul 3-3.

Partita aperta, complici difese non perfette, che vede i lusitani portarsi in vantaggio dopo poco più di tre minuti grazie a un guizzo di CR7, che realizza un rigore procuratosi costringendo al contatto in area il compagno di squadra madrileno Nacho. Passano però poco più di 5 minuti, nei quali i compagni di Ronaldo sprecano due ghiotti contropiedi, quando Diego Costa, complice un vistosa gomitata al marcatore Pepe non ravvisata dall’arbitro Rocchi, si divincola magistralmente in area tra le maglie portoghesi spostando il pallone più volte prima di insaccare con un diagonale da rapace dell’area. Una prima frazione tutto sommato equilibrata si chiude però con la “papera” dell’estremo difensore spagnolo De Gea, che non trattiene un tiro non irresistibile di Ronaldo dal limite dell’area causando lo svantaggio dei suoi.

Rientro dagli spogliatoi pressoché da incubo tuttavia per il Portogallo, raggiunto sul 2-2 ancora da un tap-in di Costa grazie all’assist di testa di Busquests su schema da calcio piazzato, quindi freddato da un diagonale al volo di Nacho, che di collo esterno colpisce il palo prima di insaccarsi alle spalle dell’impotente Rui patricio. La Spagna sembra prendere il sopravvento con il suo proverbiale e snervante possesso palla, irretendo di fatto un Portogallo che accusa il colpo, arrancando sia fisicamente che psicologicamente. Nonostante la girandola di cambi e un clamoroso errore sottoporta di Diego Costa su assist di Jordi Alba da fondocampo, la gara sembrerebbe avviata su binari di quieto trionfo iberico, se solo in campo non ci fosse ancora lui, sempre lui: Cristiano Ronaldo, autore di un sontuoso calcio piazzato a scavalcare la barriera, guadagnato dai 25 metri, che va a insaccarsi sotto l’incrocio alle spalle di De Gea, stavolta incolpevole.

Punizione forse troppo severa per gli spagnoli, colpevoli di non avere chiuso i conti e, sopratutto, di non essere riusciti ad arrestare l’inarrestabile fame di vittoria di CR7, giunto probabilmente al suo ultimo mondiale ma assolutamente intenzionato, vista l’ennesima prova di voracità agonistica, a lasciare il segno fino alla fine nella lotta per l’unico titolo, quello di campione del mondo, che manca alla sua stratosferica carriera.

 

Portogallo-Spagna 3-3 tabellino:

MARCATORI: pt 3′ Ronaldo rig., 23′ Diego Costa, 44′ Ronaldo; st 9′ Diego Costa, 12′ Nacho, 42′ Ronaldo

PORTOGALLO (4-3-3): Rui Patricio; Cedric, Pepe, Fonte, Guerreiro; Bernardo Silva (23′ st Quaresma), Joao Moutinho, William Carvalho, Bruno Fernandes (22′ st Joao Mario); Guedes (35′ st An. Silva), Ronaldo. A disp. M. Fernandes, B. Alves, A. Silva. Lopes, Beto, M. Rui, Martins, Pereira. Dias. All. Santos

SPAGNA (4-2-3-1): De Gea, Nacho, Piqué, Sergio Ramos, Jordi Alba; Koke, Busquets; Silva (40′ Vazquez), Isco, Iniesta (23′ st Thiago); Diego Costa (31′ st Aspas). A disp. Rodrigo, Monreal, Saul, Arrizabalaga, Carvajal, Asensio, Odriozola, Reina, Azpilicueta. All. Hierro

ARBITRO: Rocchi (ITA)

AMMONITI: Busquets, Fernandes

 

Mario Agostino


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